Si sente spesso parlare di stampa digitale, una metodologia di stampa relativamente recente che implica il ricorso a procedimenti elettronici e tecnologici per inviare i file in formato digitale alla macchina da stampa. Un approccio innovativo che non prevede quindi ricorso a matrici o lastre varie come invece avviene per la stampa tradizionale.
Oggi ci si rivolge alla stampa digitale per le sue potenzialità, per la capacità di produrre stampati in tirature non troppo elevate mantenendo al contempo una notevole qualità del prodotto finale. Tutte ragioni che hanno portato la stampa digitale ad essere sempre più richiesta dagli utenti ed utilizzata dalle tipografie, sia fisiche che online.
Con la stampa digitale si procede, come detto, facendo ricorso a strumenti multimediali quali ad esempio un computer che va ad elaborare le immagini trasformandole ed inviandole poi in stampa.
Un po’ di storia sulla stampa digitale
Oggi, la stampa digitale ( in inglese digital print) è la più utilizzata al mondo, perché economica, veloce, precisa e capace di soddisfare alte e basse tirature. Quello che non tutti sanno, però, è che la stampa digitale risale a cinquant’anni fa, ma nulla sarebbe stato possibile senza la caparbietà di Chester Carlson, avvocato, fisico e inventore, che nel 1938 brevetta la stampa xerografica. Dopo anni di esperimenti e insuccessi, Carlson vende la sua nuova modalità di stampa alla Haloid Company che, nel 1961, diviene la Xerox Corporation, che chiunque abbia fatto anche solo una fotocopia conosce!
La stampa xerografica apre le porta a quella digitale e, qui, la storia si complica. Alcune fonti riportano la nascita della stampa digitale al 1977, con l’invenzione della Xerox 9700; altre indicano il 1985 come l’anno in cui nascono le prime stampanti laser da ufficio, che mostrano grandissima precisione nella riproduzione di immagini e testi e i cui file vengono salvati in PS, cioè in PostScript, un linguaggio per la stampa inventato da John Warnock e Charles Geshke, durante il loro lavoro proprio presso Xerox.
Quello che sappiamo per certo è che la stampa digitale, che utilizza l’inchiostro liquido, o toner, per stampare direttamente su un supporto da stampa, ha rivoluzionato il settore e le sue nicchie, come la stampa fotografica professionale, iniziata ufficialmente nel 1991, con la stampante Iris Graphics Modello 3047, che utilizza inchiostri idrosolubili di colore ciano, magenta, giallo e nero.

Stampa digitale e stampa offset: quali sono le differenze?
Se tralasciamo la stampa tipografica tradizionale, dalla quale differisce per evidenti motivi, e prendiamo come riferimento la stampa offset, molto richiesta sul mercato di oggi, sono diverse le differenze che intercorrono con la stampa digitale. La prima è quella riferita al meccanismo di funzionamento: la stampa offset è un processo di stampa cosiddetto planografico e indiretto, che implica l’utilizzo di una matrice (chiamata lastra) per riprodurre i fogli stampati. La stampa digitale utilizza invece un procedimento elettronico tramite il quale si generano i grafismi direttamente sul tamburo (come nel caso della stampa laser) o tramite apposite testine (come nella stampa inkjet): la stampa può avvenire anche direttamente sul supporto da stampare.
Altre differenze sono quelle legate alla tiratura: per piccole quantità, la stampa digitale rimane la più conveniente, mentre per i grandi numeri, la scelta ricade sulla stampa offset.
Stessa cosa dicasi per le tempistiche: con la stampa digitale è possibile stampare (anche una singola copia) in tempi ristretti, mentre in offset le attese sono più lunghe. Ciò dipende anche dal fatto che la stampa digitale non ha necessità di particolari lavorazioni in fase iniziale di prestampa, mentre per la stampa offset la preparazione dell’impianto è obbligatoria e deve avere luogo in un reparto di fotolito dedicato.
La stampa digitale ha poi alti parametri in materia di qualità e definizione e consente di stampare copie diverse l’una dall’altra su carta, cartone e supporti di altra natura. Per tutte queste ragioni, la stampa digitale ha rivoluzionato, fin dalla sua comparsa, il mercato delle arti grafiche.
Quali sono i prodotti che oggi stampiamo maggiormente in digitale?
Per la nostra azienda, la stampa digitale è il fiore all’occhiello e, se dovessimo fare una classifica dei prodotti che stampiamo di più, potremmo dire che la stampa su Forex e Dibond è la più richiesta, perché non tutti sono in grado di lavorare pannelli, con precisione e in alta definizione. Mostre, fiere, eventi, interior design non possono prescindere da questo tipo di prodotti, ma Arti Grafiche Villa è specializzata anche nella stampa digitale di libri, brochure cataloghi, adesivi, roll up, banner e di tutti quei supporti specifici che ci vengono richiesti per prodotti su misura.
I vantaggi della stampa digitale:
- possibilità di stampare anche piccole tirature;
- costi iniziali ridotti per quantità relativamente basse;
- tempi rapidi per la lavorazione;
- elevata qualità e definizione del prodotto finale;
- possibilità di stampare su PVC, carta, cartone e supporti di altra natura.
Perché conviene la stampa digitale
I vantaggi della stampa digitale sono davvero molti. Partiamo da quello economico: con questo tipo di stampa si possono realizzare anche basse tirature, senza tutti quei costi iniziali di serigrafia e stampa offset, che aumenterebbero il prezzo degli stampati.
Seguono, poi, i vantaggi che riguardano la qualità della stampa, che è sempre in alta definizione e di qualità eccellente. Ad esempio, con la stampa digitale latex si raggiunge una qualità fotografica eccezionale anche per prodotti da esterno, che resistono ai raggi UV, alle intemperie e agli sbalzi di temperatura.
La tipografia digitale Arti Grafiche Villa ha una pluridecennale esperienza nella stampa di alta qualità ed è un punto di riferimento per tutte quelle aziende, nazionali e internazionali, che cercano un ottimo rapporto qualità/prezzo, la velocità nella consegna e la professionalità di consulenti dedicati, che sanno sempre come soddisfare le esigenze dei clienti.
Come fare per stampare in digitale
La soluzione migliore per realizzare un file per la stampa digitale è attraverso l’utilizzo di programmi specifici, come quelli della suite Adobe, quali InDesign, Illustrator e Photoshop, e salvarlo successivamente in formato PDF
Caratteristiche del file
Il file deve essere in formato PDF, in scala 1:1, con profilo colore CMYK Fogra39 e un’abbondanza per lato che può variare da 3 mm per prodotti di piccolo formato (ad esempio, cataloghi e brochure), fino a 20 mm per prodotti di grande formato (ad esempio, banner, stendardi, pannelli, etc.). È importante che eventuali immagini in RGB vengano convertite in CMYK.
Arti Grafiche Villa può aiutarti sia seguendoti durante la realizzazione del PDF, sia creando il file direttamente per te, grazie all’avanzato reparto grafico. Inoltre, attraverso la nostra supervisione e la verifica finale, ci assicureremo che il file non presenti errori e si traduca in una stampa perfetta. Per richiedere un preventivo, ti basta compilare il form alla pagina Contatti e lo riceverai nel giro di 24/48 ore. In caso di file più complessi, ci riserviamo di chiamarti per avere maggiori informazioni e inviarti un preventivo preciso e senza sorprese.
Tipologie differenti di stampa digitale
La stampa digitale è un termine generico, che racchiude varie tecnologie: per ogni tipologia di prodotto che si vuole stampare, si utilizza la tecnologia appropriata, spaziando dalla stampa digitale piccolo formato alla stampa digitale grande formato, dalla stampa su carta a quella in pvc (utilizzando pigmenti resistenti all’esterno), dalla stampa a bobina a quella piana a pannelli. I supporti sui quali si può stampare con tecniche digitali sono quindi molteplici.

Le tipologie principali di stampa digitali comprendono:
- Stampa digitale UV, cioè a raggi ultravioletti, utilizzata principalmente per la stampa su forex, o materiale rigido per stand fieristici. La struttura del pigmento è a strati variabili ed è meno flessibile rispetto ad altre tipologie di stampe e produce un effetto finale semi-lucido/opaco. Le nuove macchine sul mercato hanno una buona qualità di stampa, ma per l’uso esterno si consiglia la laminazione.
- Stampa digitale Latex, una stampa molto flessibile e sostenibile. Grazie alla sua elasticità, è adatta a stampare stoffa, canvas, stampa adesivi, PVC, vinili, PP, vetrofanie, forex. La stampa digitale Latex ha un’altissima qualità fotografica ed è ideale per uso esterno.
- Stampa digitale a solvente, la prima in assoluto a essere utilizzata per il grande formato. Anche se è una pietra miliare della stampa digitale in grande formato, oggi è quasi totalmente sostituita dalle nuove tecnologie di stampa digitale Latex e UV, più avanzate. Tuttavia, non si tratta di una soluzione sostenibile e non vanta di una qualità fotografica, ma ha comunque un’ottima resistenza agli agenti atmosferici e ai raggi UV.
- Stampa digitale eco-solvent, l’evoluzione ecologica della stampa a solvente. Questa tecnologia di stampa è compatibile con una vastissima gamma di substrati non trattati. L’inchiostro utilizzato eco, anche se pur meno aggressivo dei colori a solventi, ha una discreta resistenza ed è adatto per lavori sia in interno che esterno.
- Stampa digitale inkjet (a getto di inchiostro) con colori ad acqua è la stampa digitale con la qualità migliore in assoluto. Per questo, viene utilizzata principalmente dai fotografi professionisti, per la realizzazione di album fotografici di pregio, poster fotografici, calendari. Le stampe non sono adatte per l’utilizzo esterno.
- Stampa digitale laser, tipologia di stampa digitale più diffusa al mondo. Oggi, viene utilizzata per realizzare in piccolo formato qualsiasi stampato: cataloghi, brochure, folder, pieghevoli, volantini, biglietti da visita, locandine, calendari. Utilizza il toner e i macchinari professionali presenti nelle tipografie e aziende grafiche evolute hanno raggiunto ormai alti livelli in termine di prestazioni, velocità e qualità.
Stampa digitale: grande formato e piccolo formato
La stampa digitale può essere eseguita sia su piccolo formato che su grande formato a seconda delle necessità del cliente. In linea generale quando si parla di stampa digitale in piccolo formato si fa riferimento al formato stampa A3 o 35×50 cm. In questi casi è possibile stampare molteplici tipologie di prodotti in materiale cartaceo: brochure, cataloghi, libri, biglietti visita, pieghevoli, flyer e volantini.
Differente è il discorso relativo alla stampa digitale in grande formato, si pensi ai poster, ai manifesti, ai cartelloni stradali ma anche a striscioni, banner, stampe su canvas, plexiglass: in questi casi l’approccio è differente ma grazie alle moderne tecniche di stampa digitale è possibile ottenere sempre risultati di qualità e definizione elevata.
La stampa digitale con dato variabile
La stampa digitale con dato variabile offre la possibilità di inserire numeri, codici e barcode, indirizzi e tutte le altre informazioni che possono cambiare, utilizzando lo stesso processo di stampa. La tecnologia VDP (Variable Data Printing) permette, infatti, di variare anche un solo dato per ogni foglio stampato, lasciando le altre informazioni del file inalterate.
Conclusioni
Questo articolo ci ha portato attraverso l’evoluzione della stampa digitale: siamo partiti dalla sua storia, per arrivare al modo in cui questo tipo di approccio ha rivoluzionato il mondo della stampa, in generale. Un po’ come l’Intelligenza Artificiale ci aiuterà a smaltire compiti ripetivi e rivoluzionerà non solo il mondo del lavoro, rendendo obsolete alcune professioni, ma probabilmente il nostro intero stile di vita, così la stampa digitale, in un futuro molto prossimo, potrebbe diventare l’unico metodo di stampa, soppiantando anche quella offset.
Non ci resta che aspettare… e rimanere al passo coi tempi!











